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giovedì 3 settembre 2015

Risottini veloci e amici

Sul riso si trova di tutto e di più: in rete, nei tradizionali libri di cucina, nelle riviste....insomma, è un alimento noto e molto consumato.
Fa bene, soprattutto se integrale, è disintossicante e può essere assunto anche da chi è intollerante al glutine.
E' altamente digeribile ed aiuta l'intestino a ripulirsi ed a rigenerarsi...direi che è cosa buona e giusta mangiarne spesso, no?

Ne esistono numerose varietà, con caratteristiche e proprietà differenti.

  • Riso bianco classico: essendo sottoposto ad un processo di raffinazione, risulta povero di fibre, vitamine e minerali...ma è ricco di amido, proprietà che lo rende utile in caso di diarrea (l'amido ha un alto potere astringente), ma che gli conferisce anche un elevato indice glicemico. Per queste ragioni si presta alla cucina di minestre, dolci e risotti cremosi e mantecati....ma occhio a non esagerare!!!
  • Riso basmati: è quello più povero di grassi, è altamente digeribile e grazie al suo sapore delicato e profumato, si abbina molto bene ad altri alimenti, nella composizione ad esempio di un piatto unico.
  • Riso nero o Venere: è un riso integrale ricco di proteine, sali minerali e vitamine idrosolubili, tra cui B1, B2 e PP. Si utilizza, in genere, bollito ed abbinato a pesce o verdure.
  • Riso rosso: valido alleato per la lotta al colesterolo e quindi, utile alla pulizia delle arterie, è ottenuto a partire dal riso comune, fermentato dai vari ceppi di un microrganismo dalla tipica colorazione rossa (Monascus purpureus, chiamato anche lievito rosso)
  • Riso integrale: ricco di fibre, favorisce il transito intestinale, aumenta il senso di sazietà ed è quindi indicato per le diete equilibrate. 


Il riso basmati lo abbino spesso ai piselli (cotti a parte, semplicemente stufati, con un trito di cipolle e carote) ed alla curcuma (potentissimo antinfiammatorio...).


 * (!!) Il riso va prima messo a bagno in abbondante acqua per almeno 15 minuti, affinchè tutti i granelli si imbibiscano e non si spezzino durante la cottura.
Dopo l'ammollo, il riso va scolato bene.
Poi si riempie la pentola di cottura con una tazza e mezza di acqua per ogni tazza di riso, precedentemente misurato (prima di lavarlo*).
Portare a bollore con fuoco medio l'acqua salata ed aggiungere il riso scolato; alzare la fiamma finché l'acqua riprenda il bollore e riabbassarla poi al minimo, aggiungendo un cucchiaio d'olio e.v.o.
Coprire subito la pentola con un coperchio lasciando un piccolo sfiato per far uscire un filo di vapore e cuocere per dieci minuti.
Trascorsi i dieci minuti, spegnere il fuoco, chiudere la pentola con il coperchio completamente e lasciar riposare per almeno altri dieci minuti. Prima di servire sgranare il riso con la punta della forchetta....ed aggiungere i piselli e la curcuma...se serve, ancora un pochino di olio extra vergine.



Il riso Venere si sposa perfettamente con il pesce, le verdure ed i legumi.
Lo cucino infatti spesso con gamberetti e zucchine (o asparagi...), mais, carotine a dadini...o con salmone, prezzemolo, noci e scorza di limone...oppure, ancora, con pomodori secchi, ceci/fagioli e feta....molti abbinamenti me li ha "suggeriti" Marco Bianchi! ^__*
Sono piatti molto semplici da preparare...salutari, gustosi e anche belli da vedere!!
Inoltre, le combinazioni degli ingredienti possono essere le più svariate...secondo i propri gusti!




Il riso rosso, è ottimo associato a verdure scottate in padella, legumi, frutta secca.
Il mio mix preferito è senz'altro questo: riso rosso con verdure (di solito zucchine, carote e cipolle tagliate sottili e stufate in padella...), olive taggiasche, mandorle tritate e semi di girasole....condito tutto con un ottimo olio e.v.o.
BUONO é dir poco.......provare per credere...












Anche per il riso integrale, gli abbinamenti migliori vedono come protagoniste le verdure e la frutta secca. Mi piace molto il riso integrale con noci e prezzemolo, cipolle rosolate....quello con dadolata di zucca, granella di nocciole e rosmarino.....oppure fatto "alla ligure", ovvero con fagiolini, patate e pesto.
Sempre ottime poi, le varie insalate di riso integrale e verdure di ogni genere....





Insomma......via libera alla fantasia!!

Buon appetito!

giovedì 19 marzo 2015

Reducetariana (se proprio devo "etichettarmi")

Oggi toccherò un argomento spinoso. L'infinita e logorante (diciamolo, lo è, e per tutte le parti coinvolte...) lotta tra le differenti "fazioni dell'alimentazione".
Pare sia impossibile vivere senza dover indossare una metaforica etichetta identificativa della propia condotta alimentare: vegano, onnivoro, fruttariano, crudista, vegetariano...
Ultimamente sono infatti numerosissime le tendenze, le linee guida, i libri, le trasmissioni tv, i siti web che ambiscono ad orientare i nostri gusti (ed i nostri acquisti........) nel campo dell'alimentazione e della nutrizione.
Prima di parlare a sproposito ho infatti letto, osservato, sperimentato in prima persona, mangiato.
Mi sono fatta un'idea individuale ed ho scelto. In modo felice e consapevole. Per me, per e con la mia famiglia.

Innanzi tutto, non trovo logico né sano fomentare, eccitare, stimolare, incoraggiare questa dispersiva ed inconcludente polemica oggi così in voga; direi che ormai assomiglia quasi ad una guerra di affermazioni. Anzi, reputo tutto sommato irrazionale ed infantile discutere e peggio litigare su questioni legate al cibo...noi che il cibo lo possiamo scegliere, acquistare e gustare in libertà, dovremmo ringraziare e rispettarlo. E rispettare noi stessi, perchè possono essere molteplici le cause che ci spingono a scegliere questo o quello.
Sono arrivata a questa conclusione perchè anche io sono caduta in questa trappola dell'ego, in quest'inutile gioco al massacro...in cui mentre si crede di discutere di argomenti nobili ed a noi cari (si spera..) come la salute, la natura, la cucina, l'ambiente, l'energia, il risparmio, in realtà di mettono in scena tante altre umane caratteristiche come l'aggressività, il giudizio, la tendenza a proiettare colpe sugli altri e la presunzione di sentirsi sempre un passo avanti rispetto agli altri.

Ora, sappiamo tutti che l'alimentazione, come altri temi caldi (leggasi "politica", "ideologia", "tifo sportivo", "nazionalismo" ecc...) accomuna e divide, ma non dimentichiamo che le strategie comunicative dei media, delle lobbies alimentari e farmaceutiche, delle multinazionali, delle industrie ecc ecc, insomma, diciamo del sistema forte alla occidentale in generale, tentano in ogni modo e con ogni mezzo di governarci, di controllarci, di condizionarci, in tutte e da tutte le direzioni...dalla carne al bio, dalla soia al tonno, dai cereali al burro, dalle verdure ai pesticidi...e via così.

Il quarto, quinto, e sesto potere* ci stanno rovinando l'esistenza...ci stanno ottenebrando la mente, anzichè aprircela.
Rendiamoci conto che non ci è dato il diritto di sapere come stiano veramente le cose, che dove c'è interesse economico, tutto si ribalta, tutto si confonde e tutto ci perculeggia, sfruttando le nostre fragilità, le nostre paure, le nostre fissazioni di esseri umani sempre meno pensanti e sempre più stressati, frettolosi, ansiosi e distanti dalla natura e dai ritmi biologici nati con noi.

Che fare quindi? Lasciarci avvelenare passivamente? Ma no...io credo sia giusto affrontare questo aspetto così centrale della nostra vita con un affinato senso critico, con un po' di "cultura alimentare" reperita da fonti libere dalle pressioni economiche, con una buona dose di onestà intellettuale, con trasparenza e con l'equilibrio necessario. La questione della nutrizione consapevole, nel rispetto del pianeta, dell'ambiente e anche della nostra coscienza si può gestire con buon senso e senza ricorrere a comportamenti settari.

La verità è che in occidente abusiamo di molti alimenti e ci scordiamo di altri; non rispettiamo la scansione temporale dell'anno; non rispettiamo il territorio; mangiamo più di quanto ci servirebbe; sfoghiamo sul cibo e nel cibo troppe delle nostre frustrazioni.
D'altra parte, è ormai palese che la maggior parte dei vegetariani, o non lo è al 100% (tipo i famosi "il pesce sì...") o smette di esserlo.
Per me, la cosa giusta, la mia scelta felice è ridurre l'assunzione di alimenti di origine animale, ma non condivido la loro totale esclusione dalla dieta.


Per questo, quando ho scoperto il blog reducetarian.com mi sono illuminata. Ohhh-là....finalmente! Così, grazie a Dio, a chi mi farà la solita domanda "....ma tu sei vegana?" saprò che cosa rispondere...senza dare tante inutili e noiosissime spiegazioni.

La carne? A volte ne ho voglia, a volta mi fa comodo cucinarla, a volte per me, è addirittura "cultura"...nel senso che fa parte del mio bagaglio, delle mie usanze, della mia socialità. La classica grigliata con gli amici. Il pic nic con marito e figlio, ed i nostri panini con la cotoletta. Il piatto tipico del posto...all'estero...così, liberamente gustato, senza sensi di colpa.
Il pesce? Posso sentirmi libera di mangiarmi un piatto di spaghetti allo scoglio? Non vivo al mare, ma adoro il suo profumo, il suo rumore, i suoi colori...ogni tanto desidero qualcosa che me lo ricordi...e gli Omega3 fanno bene.
Perchè non ti mangi un po' di alghe? Perchè non fa parte della nostra cultura...del nostro territorio...almeno, non che io sappia. Eh ma il mercurio? E la sofferenza dei pesci? Lo so...ma io vedo anche il mio bisogno di gratificare i sensi ogni tanto! Mangiare non significa soltanto nutrirsi. Significa anche concedersi un piacere, talvolta, un momento di festa, un giorno senza paletti, un premio sensoriale...non siamo solo materia...siamo anche emozioni, relazioni e sentimenti.
E' sufficiente trovare l'equilibrio tra appagamento del piacere ed approccio salutista.

Eppure, pensare che sto masticando un essere vivente, spesso barbaramente ucciso dopo essere stato privato della qualità della sua vita, cresciuto in gabbia, al buio, in mezzo a macchine e bombardato di farmaci...mi turba.
La risposta e la soluzione al lecito e sensibile dubbio etico, stanno nella scelta di che cosa mangiare...nella qualità e nella quantità che precede il nostro gesto.
Se un animale è vissuto non solo per riempire la mia pancia, ha pascolato all'aria aperta, ha avuto una vita degna della sua specie...ha vissuto secondo natura...non è cresciuto solo all'ingrasso, ma aha vissuto momenti di selvaggia vita, beh, mi sento meglio.
So che cosa pensano i vegetariani puri...che mi sto mettendo a posto la coscienza. Sì, è vero. Esatto. Mi interrogo, poi scelgo responsabilmente patteggiando con la mia coscienza e la mia consapevolezza.

Non nascondiamoci dietro ad un dito, siamo onnivori. No, direbbero i vegani, siamo erbivori costretti da una glaciazione verificatasi secoli di secoli fa, a ricorrere per sopravvivenza a mangiare carne...Ma non è forse vero che evoluzione significa adattamento alle condizioni di vita? Se la vita, glaciazione compresa, ci ha portato a mangiare anche la carne, se il nostro organismo si è adattato ed è sopravvissuto, ci sarà un motivo. Se la cultura di generazioni e generazioni ci ha portato a sviluppare tecniche di cottura e di lavorazione dei cibi per ottenere ad esempio un formaggio, ci sarà un motivo, no? Se gli uomini primitivi hanno scoperto che il fuoco poteva aiutarli a nutrirsi, avrà un senso? Noi siamo in tutto e per tutto il risultato di ciò che ci ha preceduto...anche spiritualmente, psicologicamente, emotivamente.
Ben altra cosa è lo sfruttamento indiscriminato degli animali e le barbarie che ormai quotidianamente subiscono!
Il Male sta appunto nel perdere la consapevolezza ed il rispetto per ciò che ci aiuta a vivere. Io, nel mio piccolo, quando mangio una fetta di carne penso sempre alla bestiola che è morta anche per me, come penso a quella fragola che ho staccato dalla piantina per farmi la macedonia...e le ringrazio. Le gusto con rispetto, non le spreco, non le disprezzo e non ne abuso.
Già, perchè pare una sciocchezza, ma non per me. Nel mio ragionamento speculativo, sono giunta a questa considerazione: chi ci dice che i vegetali non soffrano quanto può soffrire un animale quando vengono privati dei loro frutti, quando vengono recisi, quando vengono siringati di ormoni e di additivi per sembrare più belli, quando vengono estirpati dalla loro terra? Solo perchè non hanno gli occhi non ci è dato di sapere se non soffrano...
La tortura e l'accanimento no, quelli non li approverò e non li sosterrò mai...ma un ciclico e reciproco servizio, sì, lo accetto e lo comprendo.

Quindi, ecco che entra in scena il reducetarianesimo. Cito testualmente: "il reducetarianesimo unisce anziché dividere: [...] il concetto di riduzione apre alla possibilità di non focalizzare sulle differenze, ma sull’impegno sociale, umano e salutista di mangiare meno carne, a prescindere da dove esattamente ci troviamo in questo grande spettro di buone intenzioni e virtù applicate alla salvezza – scusate se è poco – del mondo."

Diventare reducetariani significa vivere in salute senza privazioni assolutistiche...significa ridurre il consumo di carne, di formaggi e latticini, privilegiando carni provenienti da animali allevati al pascolo e secondo le linee guida biologiche, contribuendo tra l'altro a ridurre anche l’impatto dell’alimentazione mondiale sul riscaldamento globale (circa il 20% la produzione di CO2 deriva dal consumo di carne).
La mia settimana tipo prevede 3-4 giorni di dieta vegetariana, 1-2 di dieta vegana e 2 di dieta onnivora. Si può fare, senza troppi sacrifici e con la pace nel cuore.
E soprattutto, si può fare convivendo con gli altri, senza rigidità patologiche, senza snobismi e senza aggressività.

Insomma....viva la libertà di scelta...purchè sia una scelta felice.

*In democrazia il primo potere è quello legislativo, il secondo l'esecutivo, il terzo il giudiziario. Il "guardiano" di tutti è dovrebbe essere il quarto potere, cioè la stampa e poi ci sono il quinto, la TV, ed il sesto, la pubblicità.

venerdì 27 febbraio 2015

Il gomasio

ll gomasio è una preparazione di derivazione macrobiotica, il cui nome origina dal giapponese goma (sesamo) e shio (sale).
Infatti è costituito da semi di sesamo tostati e sale marino integrale.

Per ridurre le quantità di sale di cui noi tutti abbondiamo e per ricavare anche numerosi benefici, possiamo insaporire le nostre pietanze con questo rimedio, che oltre ad essere buono,

  • rinforza il sistema nervoso
  • aiuta a contenere il tasso di colesterolo
  • è energetico (ricco di acidi grassi essenziali come omega 6 ed omega 3)
  • è antiossidante (contiene vitamine D ed E)
  • ricco di minerali (calcio, fosforo, ferro e zinco) - vedi video sul calcio contenuto
  • facilita la digestione.

L’olio contenuto nei semi di sesamo "incapsula" il sale, gli impedisce di assorbire un’eccessiva quantità d’acqua e favorisce la sua penetrazione nelle cellule.

Esiste già pronto in commercio, ma farlo in casa è semplicissimo. 
La classica ricetta prevede un rapporto sesamo-sale di 7 a 1, ma si possono variare le proporzioni a seconda dei gusti e delle esigenze personali. Io personalmente miscelo 13 cucchiaini di sesamo ed 1 cucchiaino di sale, ma c'è chi si spinge anche ad un rapporto 1:20.

Si inizia col tostare i semi di sesamo in una padella a fuoco lento, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno fino a che diventeranno marroncini...non esagerate altrimenti diventano amari.
Poi si mettono insieme al sale in un mortaio o nel mixer e si riduce il tutto in granulato non troppo fine...

Si aggiunge a crudo o a cottura ultimata su verdure, insalate, pesce, zuppe, risotti.......

Conservare in frigo, in un vasetto chiuso ermeticamente per 15 giorni.

N.B.: Il sesamo è un alimento altamente calorico, da utilizzare quindi con moderazione (100 g di semi di sesamo apportano 573 Kcal!!!!).

giovedì 12 febbraio 2015

Farro integrale, riso e frutti di bosco: in ciambella.

Un'ottima torta da inzuppo per la colazione....leggera e gustosa! Ideale per tutta la famiglia, è sana e golosa allo stesso tempo.

Ingredienti:

  • 150 gr. di farina di farro integrale
  • 100 gr. di farina di riso
  • 50 gr. di maizena
  • 3 uova a temperatura ambiente
  • 150 gr. di zucchero di canna
  • 80 gr. di olio evo
  • 120 ml. di latte di soia
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • mandorle a lamelle per decorare
  • 1 bacca di vaniglia
  • 1 bustina di frutti di bosco essiccati (45 gr.)


Procedimento:
Accendere il forno a 180°. Mettere i frutti di bosco essiccati a mollo in un bicchiere di acqua tiepida.
Setacciare le farine con il lievito ed il pizzico di sale. Lavorare con una frusta le uova e lo zucchero, fino ad ottenere un composto cremoso.
Unire questo composto alle farine.
Aggiungere i semini della bacca di vaniglia al latte di soia ed unirli all'impasto.
Idem per l'olio, sempre continuando a girare l'impasto con la frusta.
Aggiungere per ultimi META' dei frutti di bosco (che erano precedente stati a mollo), ben strizzati ed asciutti. Ungere bene lo stampo da ciambella con olio ed infarinare.
Versare l'impasto e livellarlo con un cucchiaio.
Cospargere la superficie con l'altra metà dei frutti di bosco e le mandorle a lamelle.
Cuocere per 40-45 minuti e fare la prova stecchino.

Buona colazione e buona merenda!!!!

martedì 30 settembre 2014

Antipasti vegani & vegetariani

Ennesima "compilation" di idee per il pranzo o la cena....questa volta parliamo di antipastini sfiziosi.....veg (e buoni!).

Insalata russa vegana.
Periodo di reperibilità delle verdure: piselli, se freschi, maggio e giugno...ma vanno bene anche quelli surgelati; carote e patate disponibili tutto l'anno.

  • occorrono piselli, carote e patate in egual quantità (ad occhio...non al peso) da tagliare in piccoli pezzettini (fanno riferimento i piselli per le dimensioni).
  • portare a bollore acqua leggermente salata e bollire per 8-10 minuti, separatamente le verdure. Devono rimanere sode e croccanti, ma non crude! Assaggiate per regolarvi.....ma tenete presente che mentre raffreddano, cuociono ancora un pochino.
  • per la maionese senza uova ho utilizzato la ricetta di Marco Bianchi: 100 ml di latte di soia non zuccherato - 200 ml di olio di semi di girasole o mais - 2 cucchiai di aceto di mele (o succo di limone) - 1/2 cucchiaino di sale - un po' di curcuma --> mettere tutto nel bicchiere del frullatore ad immersione (in altri contenitori, la maionese non viene perchè non monta....) ed iniziare a frullare dal basso e men mano che si addensa, salire. Fatto!
  • lasciare riposare la maionese in frigo per almeno un'ora
  • far raffreddare le verdure a temperatura ambiente e trascorso il tempo necessario, unirle alla maionese fredda e rimettere ancora in frigo a "prendere gusto".
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Melanzane al profumo d'estate.
Periodo di reperibilità delle verdure: melanzane, giugno - ottobre; pomodori, maggio - settembre.
  • Tagliare a rondelle sottili (non più di un cm) le melanzane pelate* e fatele scolare con qualche manciata di sale grosso (io ho atteso 1 ora e mezza).
  • Nel frattempo tagliate i pomodorini (ciliegini o datterini) a dadini e fateli scolare (se riuscite potete togliere i semini in eccesso**), tritate un mazzetto di prezzemolo (nella foto non c'è perchè lo avevo finito...mannaggia!) e pulite due o tre spicchi d'aglio.
  • Dopo aver sciacquato e asciugato le melanzane, potete cuocerle sulla bistecchiera o alla griglia...attenzione a non bruciarle!
  • Disponete uno strato di melanzane, uno di pomodorini e uno spicchio d'aglio. Spolverizzate con il prezzemolo e ripetete finchè non avete terminato le melanzane.
  • Condite con olio e.v.o. e aceto (questo secondo i vs gusti) e lasciate riposare.

...........qui si rende doverosa una digressione sulla "tossicità" delle solanacee, cui melanzane e pomodori appartengono, che contengono la solanina, un alcaloide tossico (irritante per i tessuti degli organi interni) se assunto in grandi quantità. Le piante la producono come insetticida e vermicida (mitica come sempre la natura, eh?) e per l'uomo, la dose tossica equivale a 3 mg per kg di peso corporeo al giorno, mentre la dose mortale a 6 mg per kg di peso corporeo al giorno. Ovviamente, per i bambini le dosi tossiche vanno più che dimezzate!
Le maggiori quantità di solanina si concentrano nella buccia* e nei semi** o nelle parti non commestibili della pianta, ma in ogni caso, per assumere le dosi tossiche di cui sopra dovremmo mangiare circa 10 kg di patate sbucciate in un giorno....vale comunque la regola, per le patate, di gettare via quelle verdi, germogliate, tagliate, ammaccate, grinzose, vecchie.
Per i pomodori, evitare quelli verdi, contengono elevate dosi di solanina che però si riducono con la maturazione! 
Ma vogliamo parlare di quanto le solanacee facciano bene? Di gran lunga di più di quanto possano "fare male"....contengono antiossidanti, vitamina C, licopene, sali minerali, fibre....quindi, vale sempre il buon principio: "variare e non esagerare"!
Per maggiori info sul rapporto controverso con la solanina, leggete questo articolo...........

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Insalata di pere, noci e formaggio in agrodolce.
Periodo di reperibilità della frutta: luglio - ottobre.
  • Tagliate a dadini le pere (io ho usato le Williams), spruzzatele con un pochino di limone per non farle annerire e mettetele a scolare.
  • Tagliate anche a dadini il formaggio caprino che preferite, purchè sia sodo e non pastoso (io ho usato la Capritilla).
  • sgusciate e spezzettate le noci, oppure utilizzate quelle già sgusciate e bio se siete di fretta come me
  • a parte emulsionate olio e.v.o., sale q.b., pepe q.b., senape dolce e miele per fare la salsina agrodolce
  • unite tutti gli ingredienti e lasciate riposare un po' in frigo prima di servire.



venerdì 5 settembre 2014

Burger di fagioli borlotti

Super buono tutto l'anno!

Un'ottima alternativa all'hamburger, strepitosissimo se mangiato nel panino....ma anche nel piatto è fantastico...gustoso e leggero!

I fagioli sono molto nutrienti e ricchi di proteine...aiutano a tenere sotto controllo il colesterolo grazie alla lecitina, hanno un basso indice glicemico (quindi sono adatti ai diabetici) e con tutte le loro fibre favoriscono il transito intestinale.

Contengono inoltre pochissimi grassi, ma molti sali minerali (potassio, calcio, zinco, fosforo, ferro...).
Direi che sono davvero degli amici! ^________^

Ingredienti per 2 burger:

  • 250 g di fagioli borlotti bio in scatola sgocciolati 
  • 1 cucchiaio abbondante di trito fine di carota, sedano e cipolla 
  • una decina di olive nere taggiasche
  • 1 carota cruda
  • 1 uovo
  • sale e pepe q.b.
  • timo e prezzemolo q.b.
  • 2 cucchiai di pan grattato (io ho usato quello gluten free)


 Procedimento:
Passare al mixer tutti gli ingredienti esclusi l'uovo, il pan grattato, il sale e il pepe.
In una terrina, unire al composto l'uovo e mescolare bene.
Unire poi poco pan grattato alla volta, apsettando che venga assorbito dall'impasto, ed eventualmente aggiungerne ancora...ma non troppo.
Dopo averlo assaggiato, aggiungere la quantità di sale e pepe desiderata (le olive e le erbe insaporiscono molto)...
Formare due pallotte di impasto, schiacciarle tra le mani e dar loro la forma del burger....eventualmente, a voler essere precisi e perfettini, si potrebbe usare un coppa pasta..... ;-)))
Ungere una padella con un po' di olio evo, lasciare scaldare bene e adagiarci i burger....lasciare cuocere almeno 6-7 min per lato, in modo che siano belli croccanti!

Servire con ketchup, mayonese...salsine varie che vi stuzzicano....con contorno di insalata verde o patatine...o come detto sopra, farcire un bel panino!!!!!!! 

BUON APPETITO!!!!

sabato 30 agosto 2014

Chips "alternative"

Premesso che le patatine fritte sono le patatine fritte...
Premesso che ognuno di noi, talvolta, si può concedere il lusso di rifugiarsi nel proprio comfort-food o di sforare dalla "dieta" sana sgranocchiando un po' di "cibo-out"...
Premesso che le patatine fritte home-made non sono così malvagie (ahahahahahah!) come quelle che ci offre il fast-food...
ecco delle chips alternative!!!!

CHIPS DI POLENTA

Ingredienti:
200 gr farina di mais per polenta (anche istantanea va bene)
spezie secondo i gusti
olio di semi di qualità oppure olio e.v.o. per friggere (dipende da che cosa preferite...)
sale q.b.

Procedimento:

Preparare in acqua bollente e salata la polenta, mescolando secondo le istruzioni di cottura in base alla farina scelta.
Deve comunque essere una polenta abbastanza densa, non morbida.

Aggiungere le eventuali spezie.

Versare il composto in una pirofila rettangolare e livellare velocemente con il dorso di un cucchiaio unto d'olio, o eventualmente con le mani, anch'esse unte.

Mettere in frigo per 2 ore.

Trascorso questo tempo, rovesciare il panetto, tagliare a fette e ancora, tagliare ogni fetta in bastoncini lunghi e mediamente sottili (con la tipica forma delle patatine).

Scaldare l'olio in padella e cuocere a fuoco medio le chips 3-4 minuti per lato, o finché non fanno una bella crosticina croccante.

Scolarle e farle asciugare su carta assorbente.

Aggiustare di sale e pepe e servire calde con salse di accompagnamento.

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CHIPS DI CECI, RISO e MAIS

Ingredienti:
165 di farina - metà di ceci e metà di riso e mais
600 ml di acqua
sale e pepe q.b.
spezie varie secondo i gusti e se volete
olio di semi di qualità oppure olio e.v.o. per friggere (dipende da che cosa preferite...)
salse di accompagnamento secondo i gusti

Procedimento:
In una pentola, versare l'acqua ed aggiungere A PIOGGIA tutta la farina precedentemente setacciata, mischiando sempre con una frusta per non creare grumi.

Aggiungere il sale (non esagerare) ed eventualmente le spezie.

Accendere il fuoco e continuare a mescolare finché l'impasto non si addensa bene e si stacca dalle pareti della pentola.

Versare il composto in una pirofila rettangolare e livellare velocemente con il dorso di un cucchiaio unto d'olio, o eventualmente con le mani, anch'esse unte.

Mettere il tutto in frigo per 2 ore.

Trascorso questo tempo, rovesciare il panetto, tagliare a fette e ancora, tagliare ogni fetta in bastoncini lunghi e mediamente sottili (con la tipica forma delle patatine).

COTTURA, secondo preferenza. Due possibilità:

  1. Friggere in abbondante olio di semi bollente (poche alla volta!) e asciugare su carta assorbente.
  2. Foderare con carta forno la leccarda del forno, ungerla con un velo di olio extra vergine d'oliva, disporre le chips ed infornare in forno caldo a 200° per 30 minuti, girandole a metà cottura.

Aggiustare di sale e pepe e servire calde con salse di accompagnamento.


martedì 5 agosto 2014

Semolini dolci fritti (pulenta dusa...) alla piemontese

L'ennesimo piatto piemontese imparato dalla nonna!! Buono buono buono....per grandi e piccini!!!!

Per 4 persone
1/2 litro di latte (la tradizione vuole il latte vaccino, io ho provato a farli con il latte d'avena....e non sono affatto male!!!!)
6 cucchiai di zucchero
6 cucchiai di semolino
la buccia grattugiata di 1 limone
3 tuorli d'uovo medi (o 2 se sono grandi)
1 uovo intero per impanare
pangrattato q.b.
noce moscata q.b. (per bilanciare il gusto leggermente dolce del latte d'avena)
olio per friggere


Portare ad ebollizione il latte con la buccia del limone grattugiata e lo zucchero, mescolando.

Aggiungere, a pioggia, il semolino, abbassando la fiamma e, sempre mescolando possibilmente con una frusta per evitare grumi, fare addensare il composto, finchè non si stacca dalla pentola.

Spegnere il fuoco e aggiungere i tuorli precedentemente leggermente sbattuti. Mescolare velocemente.

Rovesciare la "polentina" in una pirofila e far raffreddare bene fuori frigo. Poi riporre un'ora e mezza circa in frigo.

Rovesciare il composto solido su un tagliere e tagliate a rombi.

Procedere con l'impanatura di ogni pezzo, da friggere in olio.

Servire caldi e asciutti.... SONO OTTIMI!!!!!

Chi vuole può spolverizzarli ancora con poco zucchero....

Ideali per accompagnare verdure saporite, magari fritte in pastella o - se optiamo per una versione più leggera - stufate e gustose!!! 
Anche come antipastino sfizioso sono goduriosi!


giovedì 31 luglio 2014

Torta ceciosa (e farinata)

A me piace tantissimo la farinata....che preparo così
(900 ml acqua - 300 g farina di ceci - mezzo bicchiere di olio EVO - sale e pepe q.b. / da 4 a 10 ore di "riposo" fuori figo / forno a 220° preriscaldato, una teglia di circa 40 cm di diametro ben unta e 30 minuti di cottura + grill!)
...ma questa versione è più veloce e meno grassa.

E' un ottimo secondo piatto, a base di proteine, fibre alimentari, minerali (potassio, calcio, fosforo e magnesio...), vitamine del gruppo B, vitamina C, K ed E e di omega3.

Quindi, urliamo tutti insieme: W I CECI!!!!!


Ho preso spunto dalle indicazioni fornite da Marco Bianchi, ma ho modificato le dosi degli ingredienti in base alla mia padella (26 cm di diametro) in modo da ottenere una torta non troppo spessa:

300 g di acqua
150 g di farina di ceci (il rapporto tra acqua e farina è sempre una il doppio dell'altra....)
2 cucchiai di olio EVO
sale e pepe

Svariate le "aggiuntine" che possono andare benissimo per l'arricchimento (dalle cipolle, agli zucchini, alle erbe aromatiche....), secondo i gusti...basta che non siano troppo pesanti ed ingombranti!!! Nel senso che l'impasto deve comunque risultare fluido e leggero.

Procedimento:
- ungere leggermente la padella e far rosolare gli ingredienti aggiuntivi (quella in foto contiene semplicemente un trito di carote, sedano e cipolla) a fuoco moderato.
- stufare con un pochino d'acqua, ma poca eh!
- nel frattempo, con una frusta, unire acqua, olio e farina di ceci, cercando di eliminare eventuali grumi
- salare e pepare questa pastella
- quando la padella è ben ben ben calda, versare la pastella e lasciare cuocere per circa 7-9 minuti a fuoco sostenuto (tenderà ad asciugarsi e a staccarsi dalla padella) ma facendo attenzione che non bruci!
- girare la "torta ceciosa" come se stessimo facendo una frittata, quindi con l'utilizzo di un coperchio o di un piatto e ribaltarla nella padella
- cuocere anche questo lato per 7-9 minuti circa
- impiattare e gustare!


Come?
Io la adoro farcita di caprino fresco (versione non-vegan) o di patè di olive taggiasche, ma anche così com'è, semplice, è ottima (può risultare un po' stopposa.....quindi è meglio aggiungere qualcosa in grado di inumidirla un pochino....)!!!


martedì 15 luglio 2014

Riso Venere alla crema di sedano

Periodo di reperibilità delle verdure: tutto l'anno.

Un piatto leggero, gustoso e sano!!!
Ideale per un pranzo estivo...perché è buono anche gustato tiepido!

Il protagonista è il sedano, ortaggio nativo del Mediterraneo, ricco di acqua e fibre, ma scarso di proteine, zuccheri e grassi. Quindi...perfetto!!!
E' un ottimo alleato se abbiamo bisogno di regolare le funzioni intestinali e, udite udite, se dobbiamo tenere sotto controllo il colesterolo. Nel Medioevo, infatti, era considerato un'erba medicinale, per le sue proprietà digestive, diuretiche e disintossicanti...
Se consumato crudo, poi, mantiene anche il potassio, il calcio, il magnesio, e le vitamine A e C (soprattutto nelle foglie)!

Ingredienti e dosi per 4 persone:

1 cipolla bionda
4 coste di sedano tenero ed una manciata di foglie (le più belle, servono per decorare il piatto...quindi, tenerle da parte)
120-140 g di panna da cucina vegetale
sale e pepe q.b.
olio e.v.o.
250 g di riso Venere (se ne mangiate più di 80 g a testa....aumentate la dose e regolatevi di conseguenza con la parte liquida della ricetta...) o di riso integrale (meno adatto perchè tende ad assorbire troppo i condimenti...)
un pochino di prezzemolo
2 cucchiai di mix di semi (girasole, zucca, lino, sesamo...)

Procedimento:

Portare a bollore il riso Venere e le foglie di sedano - escluse quelle per la decorazione - in acqua salata...facendo attenzione a non farlo scuocere perché il riso deve rimanere croccante e sodo.

Tagliare a tocchetti di media grandezza il sedano restante e farlo bollire in una pentola a parte, insieme a mezza cipolla.

A cottura ultimata, scolare il riso e farlo raffreddare sotto l'acqua corrente per interromperne la cottura.

Scolare, quando cotti, anche il sedano e la cipolla e frullarli con un pochino del brodino di cottura, in modo da ottenere una cremina leggera e vellutata.

In una padella in grado di raccogliere anche tutto il riso in seguito, far rosolare per bene la cipolla rimasta, tagliata sottile con l'olio e.v.o. (Attenzione a non bruciarla! Non deve sentirsi un retrogusto amarognolo...ma dolce.)

Nel mentre, tritare grossolanamente il mix di semi ed il prezzemolo.

Aggiungere ora la cremina di sedano al soffritto di cipolla ed amalgamare, senza che si asciughi troppo...poi, sempre mescolando, unire a filo la panna vegetale al composto e miscelare bene.

Quando tutto sarà bello caldo, spegnere il fuoco e aggiungere il riso Venere.

Aggiungere all'ultimo i semi, il prezzemolo, un po' di olio e.v.o. crudo ed aggiustare di sale e pepe. Il risotto deve risultare un po' cremoso, ma non deve sembrare una minestra!!!

Servire SUBITO guarnendo i piatti con una o due foglioline di sedano.

I contrasti di colore (verde e viola), l'insieme dei profumi e dei sapori, la morbidezza della panna ed il croccante del riso e dei semi rendono questo piatto squisito!!!!



lunedì 7 luglio 2014

Subric di patate

Un altro piatto tipico piemontese e che mi ricorda i pranzetti dalla nonna...quando rientravo da scuola affamata e stanca ed avevo bisogno di fare il pieno di energia per affrontare il pomeriggio di studio o sport!
Si sa, le patate sono ricche di amido e quindi di zuccheri e calorie!!! Ma quanto sono buone?
Per contro, è giusto non dimenticare che hanno anche una buona dose di vitamina B e di potassio...
Non bisogna abusarne perchè contengono solanina, una tossina naturale, che può essere dannosa per l'uomo...ma solo se consumata in grandi quantità!!!

Questi subric, possono essere serviti come antipasto o contorno...sono come delle crocchette, delle frittelle diciamo...infatti, si chiamano anche fricieui 'd patate (frittelle di patate) e per nostra fortuna, si possono preparare tutto l'anno!!!

Ingredienti e dosi per 4 persone:
1 patata (di medie dimensioni) a testa + 1 per "la pentola"
2 uova
sale
noce moscata
olio extravergine
scorza di mezzo limone grattugiata
2 cucchiai di parmigiano grattugiato

Procedimento:
Lessare le patate con la buccia, fino a quando risulteranno abbastanza morbide; lasciarle intiepidire, pelarle e passarle nello schiacciapatate.
Aggiungere le uova, il sale, la noce moscata, la scorza del limone, il parmigiano ed il pepe ed amalgamare il tutto.
Friggere i “subric” in abbondante olio extravergine caldo, raccogliendo con un cucchiaio un po' di impasto e riporlo nella padella dove frigge l'olio bollente, senza preoccuparsi troppo della forma...l'importante è che non siano troppo grandi!

Far dorare bene da entrambi i lati e servire croccanti e caldi.

Validissima idea per recuperare del puré avanzato.......