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mercoledì 21 ottobre 2015

Pasta con crema di zucca saporita

Ecco a voi una ricetta veloce, creativa e molto molto gustosa!
Le penne con crema di zucca, panna di soia, feta e nocciole (scusate, ho scattato la foto prima di aggiungere le nocciole, sigh!!!).

Della zucca e delle sue proprietà vi ho già parlato qui; della feta, il tradizionale formaggio greco, prodotto con latte di pecora o di capra e pecora, vi dico qualcosina adesso.
In greco il termine “feta” significa “fetta” poichè viene conservato a fette immerse in salamoia. Per questo è molto gustoso...
E' un prodotto DOP, piuttosto calorico, ma le sue proteine sono altamente digeribili perché il processo di produzione prevede la parziale idrolisi delle caseine e, dunque, l’aumento della frazione solubile delle stesse. Si tratta di proteine a elevato valore biologico, ricche di amminoacidi essenziali.
A rendere la feta un formaggio da consumare con moderazione non sono tanto i grassi contenuti, quanto l’elevata dose di sale, ma questo implica che ove utilizzata, si possa evitare di salare ulteriormente il piatto.

E le nocciole?
Insieme alle mandorle, sono tra i frutti più ricchi di vitamina E. Contengono inoltre fitosteroli, sostanze utili per la prevenzione delle malattie cardiache e circolatorie, e grassi buoni (insaturi), in grado di abbassare i livelli del colesterolo.


Ma ora passiamo alla ricetta.


Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 300 g zucca pulita
  • 150 ml panna di soia
  • pasta corta a piacere
  • 130 g di feta
  • una manciata di nocciole sgusciate e tritate grossolanamente
  • mezzo dado vegetale (oppure, fare del brodo vegetale)
  • rosmarino

Procedimento:

  • portare ad ebollizione l'acqua salata per la pasta
  • tritare grossolanamente le nocciole
  • cuocere al vapore, insieme ad un rametto di rosmarino, la zucca
  • sciogliere il dado in un pentolino d'acqua bollente
  • sbriciolare la feta ed immergerla nella panna liquida di soia e scaldare a fuoco lentissimo il composto
  • passare al frullatore ad immersione la zucca cotta ed unire bene i composti (se rimane troppo denso, aggiungere gradualmente del brodino di dado)
  • una volta cotta la pasta, scolarla e condirla con la vellutata di zucca, panna e feta...
  • aggiungere le nocciole e se si vuole, qualche foglia di rosmarino
  • eventualmente aggiustare di sale e pepe
  • servire calda e gustare......

Buon appetito!!!

p.s.: ricetta molto molto apprezzata anche da mio figlio di tre anni! Sia perchè è molto colorata, sia perchè è gustosa e saziante!

martedì 30 settembre 2014

Antipasti vegani & vegetariani

Ennesima "compilation" di idee per il pranzo o la cena....questa volta parliamo di antipastini sfiziosi.....veg (e buoni!).

Insalata russa vegana.
Periodo di reperibilità delle verdure: piselli, se freschi, maggio e giugno...ma vanno bene anche quelli surgelati; carote e patate disponibili tutto l'anno.

  • occorrono piselli, carote e patate in egual quantità (ad occhio...non al peso) da tagliare in piccoli pezzettini (fanno riferimento i piselli per le dimensioni).
  • portare a bollore acqua leggermente salata e bollire per 8-10 minuti, separatamente le verdure. Devono rimanere sode e croccanti, ma non crude! Assaggiate per regolarvi.....ma tenete presente che mentre raffreddano, cuociono ancora un pochino.
  • per la maionese senza uova ho utilizzato la ricetta di Marco Bianchi: 100 ml di latte di soia non zuccherato - 200 ml di olio di semi di girasole o mais - 2 cucchiai di aceto di mele (o succo di limone) - 1/2 cucchiaino di sale - un po' di curcuma --> mettere tutto nel bicchiere del frullatore ad immersione (in altri contenitori, la maionese non viene perchè non monta....) ed iniziare a frullare dal basso e men mano che si addensa, salire. Fatto!
  • lasciare riposare la maionese in frigo per almeno un'ora
  • far raffreddare le verdure a temperatura ambiente e trascorso il tempo necessario, unirle alla maionese fredda e rimettere ancora in frigo a "prendere gusto".
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Melanzane al profumo d'estate.
Periodo di reperibilità delle verdure: melanzane, giugno - ottobre; pomodori, maggio - settembre.
  • Tagliare a rondelle sottili (non più di un cm) le melanzane pelate* e fatele scolare con qualche manciata di sale grosso (io ho atteso 1 ora e mezza).
  • Nel frattempo tagliate i pomodorini (ciliegini o datterini) a dadini e fateli scolare (se riuscite potete togliere i semini in eccesso**), tritate un mazzetto di prezzemolo (nella foto non c'è perchè lo avevo finito...mannaggia!) e pulite due o tre spicchi d'aglio.
  • Dopo aver sciacquato e asciugato le melanzane, potete cuocerle sulla bistecchiera o alla griglia...attenzione a non bruciarle!
  • Disponete uno strato di melanzane, uno di pomodorini e uno spicchio d'aglio. Spolverizzate con il prezzemolo e ripetete finchè non avete terminato le melanzane.
  • Condite con olio e.v.o. e aceto (questo secondo i vs gusti) e lasciate riposare.

...........qui si rende doverosa una digressione sulla "tossicità" delle solanacee, cui melanzane e pomodori appartengono, che contengono la solanina, un alcaloide tossico (irritante per i tessuti degli organi interni) se assunto in grandi quantità. Le piante la producono come insetticida e vermicida (mitica come sempre la natura, eh?) e per l'uomo, la dose tossica equivale a 3 mg per kg di peso corporeo al giorno, mentre la dose mortale a 6 mg per kg di peso corporeo al giorno. Ovviamente, per i bambini le dosi tossiche vanno più che dimezzate!
Le maggiori quantità di solanina si concentrano nella buccia* e nei semi** o nelle parti non commestibili della pianta, ma in ogni caso, per assumere le dosi tossiche di cui sopra dovremmo mangiare circa 10 kg di patate sbucciate in un giorno....vale comunque la regola, per le patate, di gettare via quelle verdi, germogliate, tagliate, ammaccate, grinzose, vecchie.
Per i pomodori, evitare quelli verdi, contengono elevate dosi di solanina che però si riducono con la maturazione! 
Ma vogliamo parlare di quanto le solanacee facciano bene? Di gran lunga di più di quanto possano "fare male"....contengono antiossidanti, vitamina C, licopene, sali minerali, fibre....quindi, vale sempre il buon principio: "variare e non esagerare"!
Per maggiori info sul rapporto controverso con la solanina, leggete questo articolo...........

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Insalata di pere, noci e formaggio in agrodolce.
Periodo di reperibilità della frutta: luglio - ottobre.
  • Tagliate a dadini le pere (io ho usato le Williams), spruzzatele con un pochino di limone per non farle annerire e mettetele a scolare.
  • Tagliate anche a dadini il formaggio caprino che preferite, purchè sia sodo e non pastoso (io ho usato la Capritilla).
  • sgusciate e spezzettate le noci, oppure utilizzate quelle già sgusciate e bio se siete di fretta come me
  • a parte emulsionate olio e.v.o., sale q.b., pepe q.b., senape dolce e miele per fare la salsina agrodolce
  • unite tutti gli ingredienti e lasciate riposare un po' in frigo prima di servire.



lunedì 15 settembre 2014

Pasta-idee veg&vegetariane!

Due primi piatti veloci, velocissimi e ottimi da gustare in compagnia...e perchè no anche da soli?

Eccoli!

Pasta estiva con olive, fiori di zucchina e pomodoro fresco - VEGAN


Pulire i fiori di zucchina rimuovendo i pistilli e la base, aprirli e lasciarli in ammollo un paio di minuti in acqua fresca.
Tagliare nel frattempo un bel pomodoro a tocchetti e mettere a soffriggere uno spicchio d'aglio.
Aggiungere ora il pomodoro, i fiori di zucchina tagliati a straccetti e far rosolare fino a cottura.
Portare a cottura la pasta (non salatela troppo, ci penseranno le olive con il loro sodio ad insaporirla!), scolarla e spadellarla insieme al sughetto e ad una bella manciata di olive taggiasche!!
Vi assicuro che è un piatto ottimo, gustoso ed originale!

Ah.....due nozioni:
- le olive, sebbene siano formate prevalentemente da acqua, apportano anche fibra, vitamine e minerali. Tuttavia, già già....sono stracariche di calorie! MA, i loro grassi sono per la maggior parte insaturi e quindi benefici per la salute. Come? Ci aiutano a diminuire i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue e a prevenire le malattie cardiovascolari.
E' bene non abusarne!

- i fiori di zucchina sono costituiti per il 90% di acqua ed hanno un bassissimo apporto calorico a fronte di un’elevata presenza di vitamine A (regola il funzionamento della vista, e mantiene sana la pelle) e C e carotenoidi (azione antitumorale).


Pasta ai pomodori secchi, feta e pinoli - VEGETARIANA 


Portate ad ebollizione la pasta e nel frattempo, unite e passate al mixer i pomodori secchi sott'olio, la feta ed i pinoli...TENETE DA PARTE UN POCHINO DI OGNI INGREDIENTE...lo userete per guarnire il piatto alla fine!

Quando scolate la pasta, prelevate un bicchiere di acqua di cottura con cui andrete a "sciogliere" il sugo....condite la pasta, unite gli ingredienti interi che avevate lasciato da parte ed è fatta!!!

Ancora nozioni:
- i pinoli sono composti per lo più da grassi (65%); discreta la presenza di minerali tra cui manganese, ferro, magnesio, potassio, fosforo, calcio, zinco e sodio e notevole la quantità di vitamine (A, B1, B2, B3, B5 e B6, E, J e K). Quindi, possiamo considerarli un vero e proprio integratore alimentare da utilizzarsi quando siamo a corto di energie!
Fortemente consigliati durante la fase della crescita ed in gravidanza, non dimentichiamo che come tutta la frutta secca i pinoli sono un alimento particolarmente calorico...non esageriamo!

- un recente studio della University of Missouri sembra dimostrare l'efficacia dei pomodori disidratati a prevenire il cancro alla prostata e al colon. Pare che proprio il processo dell'essiccazione aumenti significativamente il valore nutrizionale di un alimento, quindi, se già crudi sono amici fedelissimi della nostra salute...secchi, ancor di più!


Buon appetito!!!



martedì 22 luglio 2014

Latte e formaggi caprini

Premesso che meno proteine di origine animale "vede" il nostro organismo, meglio sta e lavora...talvolta, se vogliamo uscire dal seminato, secondo me, è bene farlo senza allontanarsene troppo! Per cui, in merito ai latticini, io scelgo preferibilmente quelli di capra o pecora.

Il latte di capra è stato il primo a essere consumato dall’uomo del Mediterraneo e del Medio Oriente...addirittura era il nutrimento principale anche dei bambini perchè subito dopo quello di asina, per composizione chimica, è il più simile al latte materno.

Le proteine del latte di capra - dette a catena corta - infatti, sono più piccole di quelle contenute nel latte di mucca e ciò vale anche per le particelle di grasso (da 0,1 a 1 micron mentre nel latte vaccino vanno da 3 a 10 micron).
Questo tipo di grassi viene assorbita direttamente dalla mucosa intestinale e prontamente veicolata al fegato, senza seguire il percorso compiuto invece dai grassi a lunga catena, che vengono rilasciati nel sistema linfatico per essere metabolizzati in tempi più lunghi, creando spesso gonfiori e rallentando l'organismo.

Altro punto che gioca favore del latte caprino è che contenendo molta acqua, ha solamente 230-250 calorie per 100 g!
Ciò significa che il latte caprino si digerisce meglio e prima...e vi farà piacere sapere che gli acidi grassi a catena corta, inoltre, non hanno quasi alcun effetto negativo sul colesterolo!! Ottimo, no?
Poi, il latte di capra ha una maggiore concentrazione di calcio: 150 mg per 100 g (in quello vaccino circa 135 mg), quindi, ad esclusione della vitamina B12 che è presente in concentrazioni nettamente inferiori, è un alimento completo e biologico!
Perchè biologico? Perchè le capre e le pecore non sono fortunatamente soggette all’allevamento intensivo e farcito di farmaci cui sono sottoposte le mucche, non sono alimentate con i mangimi industriali e vivono in natura.
Il caprino fresco viene prodotto senza l'aggiunta di caglio ed evitando la pastorizzazione, il suo patrimonio vitaminico viene salvaguardato...quindi attenzione a ciò che compriamo! In commercio ne esistono - purtroppo - di addizionati con caglio e pastorizzati...e soprattutto di misti, cioè contenenti anche latte vaccino!!!! Uff...

Molto importante è infine il discorso sulla caseina:
nel latte di capra la caseina alfa-S1 (ritenuta la maggiore responsabile dell'allergia alle proteine del latte e spesso strettamente connessa allo sviluppo di malattie croniche infiammatorie, compreso il cancro, e a problemi digestivi, intestinali, ormonali, ecc...) è molto scarsa o del tutto assente. Questa differenza spiega in larga misura perché, nella maggior parte dei casi, gli individui che non sopportano il latte vaccino possono consumare il latte caprino ed i suoi derivati.
Le micelle formate dalla caseina del latte caprino hanno un diametro minore, formano complessi piu' friabili e l'attacco da parte degli enzimi digestivi e' facilitato.

[APPENDICE SULLA CASEINA che renderà felici molti vegetariani, intolleranti al lattosio, allergici alla caseina (le intolleranze riguardano il sistema digerente, mentre le allergie il sistema immunitario) e semplici amanti del Parmigiano Reggiano (me compresa....lo ammetto!).
Questo formaggio vaccino è del tutto privo di lattosio e se stagionato oltre i 30 mesi, arriva a contenere anche bassissime quantità di caseina. Bella notizia, sì, ma non abbondate!! Contiene anche parecchi grassi...però si può consumare con criterio e buon senso....
Recenti studi hanno infatti dimostrato che due soggetti allergici alla caseina su tre sono asintomatici all’assunzione di Parmigiano a lunga stagionatura. Il fenomeno è dato dalla proteolisi, attraverso la quale la caseina, viene ridotta in parti sempre più piccole, fino ad arrivare ad averne una buona parte completamente ridotta in amminoacidi.]



E' bene ricordare che:
  • I batteri "buoni" che si producono spontaneamente rendono il latte caprino un alimento utile al buon funzionamento del nostro intestino, MA per quanto riguarda il lattosio, e quindi un'eventuale intolleranza, non presenta sostanziali vantaggi rispetto a quello vaccino...
  • Il caglio può avere origine animale, vegetale e microbica. Quello animale, è estratto dallo stomaco di vitelli o ovini lattanti (!!!!!!!!!!); quello microbico viene estratto da una muffa (Mucor miehei) e quello vegetale è estratto dal lattice fuoriuscente dai tagli inferti ad alberi di fico, oppure con i fiori di cardo selvatico.
  • Il calore della pastorizzazione distrugge gli enzimi necessari ad una buona assimilazione del calcio ed anche i batteri che contribuiscono a sintetizzare la vitamina B e a tenere sotto controllo i batteri putrefattivi. La pastorizzazione interrompe la crescita dei batteri solo temporaneamente: in seguito i batteri rimasti si riproducono molto di più che nel latte crudo. Inoltre, si verificano la perdita di vitamine A, B, C e E; la trasformazione del lattosio in beta-lattosio, che è molto più solubile e quindi assorbito più velocemente dall’organismo, con il risultato che ci si sente affamati dopo poco tempo; la perdita del 20% di iodio causando costipazione.


fonti:
albanesi.it
riza.it
massimopandiani.it
altroconsumo.it
amalattea.com