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giovedì 5 marzo 2015

Liberi dal muco (e dalle infiammazioni).

Raffreddore, foruncoli, otite, stitichezza, emicrania, sinusite...........alcuni dei disturbi e dei malanni più frequenti che possono trovare miglioramento da un’alimentazione povera di latticini, zuccheri raffinati e grassi.....vale a dire, povera di muco, soprattutto nei polmoni e nell'intestino (organi di eliminazione).

Il corpo umano è rivestito internamente da un involucro morbido ed elastico definito mucosa, che per proteggere i tessuti dalla secchezza e dagli agenti esterni, genera un sottile film di muco di difesa.
Quando una struttura mucosa si infiamma, magari a causa di un batterio come in un banale raffreddore, questa reagisce producendo elevate quantità di muco al fine di drenare via le tossine.
Tuttavia, l'eccessiva e costante produzione di muco può causare problemi  alle vie aeree come l'intasamento dei seni paranasali (sinusite), dell'orecchio medio (otite), dei bronchi (bronchite) e delle anse intestinali (stipsi).

Ciò che mangiamo può avere evidenti conseguenze sulla produzione di muco e, quindi, agevolare o ostacolare la guarigione. 

La carne di maiale è un alimento che favorisce la formazione eccessiva di muco perchè essendo il maiale dotato di scarsa detossificazione, ha poche strutture enzimatiche in grado di neutralizzare le tossine! Quindi la sua carne, è di per sè più "tossica" delle altre e quindi percepita come nociva dal nostro organismo.
Inoltre, è ricca di istamina, la stessa sostanza che durante le crisi allergiche, porta le mucose a gonfiare al fine di secernere più muco possibile per eliminare più in fretta l'allergene...
Il problema è che una costante produzione di istamina è fortemente nociva per l'organismo.

Anche il latte vaccino favorisce la formazione di muco. Infatti, la caseina in esso contenuta e di cui è molto ricco, non è altro che una sostanza collosa (viene addirittura usata come adesivo dall'industria cartacea, come colla per il legno utilizzato nelle navi o come addensante negli alimenti preconfezionati....) che, una volta ingerita, irrita le mucose intestinali, impedisce l'assorbimento corretto delle sostanze nutritive introdotte e produce una massa mucillaginosa difficilmente digeribile, anch'essa causa della liberazione di istamina in tutte le mucose del corpo.
Queste infatti, sono in costante comunicazione tra di loro ed è bene evitare che cresca l'accumulo delle secrezioni che possono diventare terreno fertile per le proliferazioni microbiche!

"Ripulire" l'intestino porta a tanti tanti benefici...dall'aumento della serotonina, al rinforzarsi del sistema immunitario, alla regolarità dell'evacuazione...alla diminuzione di peso. Il corpo umano si auto-guarisce...sempre...se è messo nelle condizioni per poterlo fare!



Alcuni accorgimenti da seguire per una dieta povera di muco:
  • bere a digiuno mezzo litro di acqua tiepida seguito dal succo di 1 limone (...per iniziare vanno bene 2 bicchieri d'acqua e mezzo limone). Aspettare almeno 15 minuti prima di fare colazione;
  • aumentare il consumo di verdura di stagione (preferibilmente all'inizio del pasto e cruda per ridurre la leucocitosi digestiva*) e frutta di stagione** (soprattutto agrumi ed uva, preferibilmente lontana dai pasti principali);
  • esporsi quotidianamente al sole (anche solo 15-30 minuti al giorno all'aria aperta, anche d'inverno) per la sintesi della vitamina D;
  • limitare il consumo di carne;
  • limitare il consumo di uova (ricche, soprattutto il tuorlo, di colesterolo e acidi grassi saturi. E' bene sapere anche che per ogni pulcino femmina che viene tenuto in vita, in ottica di diventare una gallina ovaiola, c'è un pulcino maschio che invece viene ucciso barbaramente appena nato perché "inutile"...Fare quindi almeno MOLTA attenzione al primo numero del codice stampato sul guscio: 0 = biologico (1 gallina/10 m2 su terreno all'aperto con vegetazione ed utilizzo di mangime biologico); 1 = all'aperto (1 gallina/2,5 m2 su terreno all'aperto, con vegetazione, dove possono razzolare alcune ore al giorno); 2 = a terra (7-9 galline/1 m2 su terreno coperto di paglia o sabbia in capannoni privi di finestre e luce sempre accesa; 3 = in gabbia (25 galline/1 m2 - le galline sono rinchiuse in una piccola gabbia per tutta la vita!);
  • limitare il consumo di farine e zuccheri raffinati;
  • limitare il consumo di sale (preferire quello rosa dell'Hymalaya);
  • usare olio extravergine di oliva e limone o acidulato di prugne Umeboshi per condire;
  • preferire cereali integrali e legumi;
  • attenersi alla "regola della semplicità", cioè evitare di assumere più di 3 cibi diversi nello stesso pasto (vedi tabella delle combinazioni alimentari sotto);
  • evitare il consumo di olio di palma, colza e cocco; 
  • evitare di bere il latte al mattino e se possibile sostituirlo con latte di soya, di mandorla, di riso o di avena;
  • non consumare latticini e carne di maiale più di 2/3 volte alla settimana (in tutto); 
  • tra i vari latticini vaccini, preferire lo yogurt biologico; 
  • in generale, prediligere il latte di capra;
  • masticare molto bene i cibi.

Per verificare quanto tutto ciò che ho scritto sia reale, è sufficiente fare una prova. Quando siete raffreddati, provate a non mangiare per alcuni giorni latticini, fritti, carne di maiale e cibi troppo raffinati. Vi sentirete meglio.
Aiutate il vostro organismo a drenare via le tossine bevendo molta acqua e non affaticandolo ingerendo cibi nocivi! Provare per credere.

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Breve digressione sul latte:
Non è naturale che un animale beva il latte dopo lo svezzamento, oltretutto di un'altra specie; non a caso quasi la totalità degli esseri umani adulti, perdono la lattasi (enzima necessario per digerire il lattosio). Negli anni si è erroneamente diffusa la convinzione che il latte faccia bene alle ossa e che aiuti a prevenire l'osteoporosi, ma la ricerca scientifica è giunta a conclusioni ben diverse. Uno studio durato 12 anni, l'Harvard Nurses' Health Study, condotto su 75000 donne, ha dimostrato nessun effetto protettivo sulle ossa derivato da un aumentato consumo di latte nell'ottica di assimilare più quantità di calcio. Questo perchè tamponare l'acidità che deriva dalla metabolizzazione delle proteine del latte (caseina), costringe "ironicamente" l'organismo a sottrarre calcio dalle ossa e a disperderlo in seguito nelle urine.
Fonti alternative di calcio? Orzo, riso e segale integrali, soya, sesamo, alghe, broccoli, cavoli, costine, crescione, prezzemolo, sedano, legumi e carote... 


Combinazioni alimentari permesse, da evitare, accettabili
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* Il Dr. Paul Kouchakoff, medico svizzero di Losanna, in uno studio del 1937 ha dimostrato che ogni volta che consumiamo del cibo cotto si produce nell'organismo una leucocitosi digestiva, cioè un aumento dei globuli bianchi, fenomeno caratteristico delle infezioni. I leucociti aumentano per circa mezz'ora e solo dopo 90 minuti tornano ai valori normali; tutto ciò non si verifica assumendo i cibi crudi e viene ridotto ingerendo cibi crudi prima seguiti dai cibi cotti. I globuli bianchi in genere si attivano in caso di azione difensiva dell’organismo in presenza di elementi patogeni, quindi aumentano il loro numero perché il cibo cotto viene avvertito come un insieme di sostanze tossiche. Questo fenomeno sembra essere dettato dalla risposta naturale dell’organismo umano, capace di attingere dalle sue antichissime radici, il ricordo ancestrale dell'abitudine di nutrirsi solo di cibi crudi e freschi...
** avendo un transito molto veloce, se viene rallentata tramite l'ingestione affiancata di altri cibi, fermenta e quindi intossica l'organismo. E’ sufficiente aspettare una ventina di minuti prima di mangiare un altro cibo (tranne che per le banane, per le quali il transito può richiedere più tempo....). L’ideale sarebbe assumere un solo tipo di frutta per volta; mangiando la quantità che si vuole, ma senza alcun mescolamento, quindi non mescolare frutta acida (pompelmi, arance, ananas, kiwi, fragole) con frutta zuccherina (fichi, banane, cachi, datteri). La frutta semi-acida (mele, pere, uva) può essere abbinata con le altre due categorie. 


fonti: greenme.it
sergioalbanese.it
obiettivobenessere.tgcom24.it
prodecopharma.com
viveremeglio.org
vegolosi.it
scienzenoetiche.it

giovedì 12 febbraio 2015

Farro integrale, riso e frutti di bosco: in ciambella.

Un'ottima torta da inzuppo per la colazione....leggera e gustosa! Ideale per tutta la famiglia, è sana e golosa allo stesso tempo.

Ingredienti:

  • 150 gr. di farina di farro integrale
  • 100 gr. di farina di riso
  • 50 gr. di maizena
  • 3 uova a temperatura ambiente
  • 150 gr. di zucchero di canna
  • 80 gr. di olio evo
  • 120 ml. di latte di soia
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • mandorle a lamelle per decorare
  • 1 bacca di vaniglia
  • 1 bustina di frutti di bosco essiccati (45 gr.)


Procedimento:
Accendere il forno a 180°. Mettere i frutti di bosco essiccati a mollo in un bicchiere di acqua tiepida.
Setacciare le farine con il lievito ed il pizzico di sale. Lavorare con una frusta le uova e lo zucchero, fino ad ottenere un composto cremoso.
Unire questo composto alle farine.
Aggiungere i semini della bacca di vaniglia al latte di soia ed unirli all'impasto.
Idem per l'olio, sempre continuando a girare l'impasto con la frusta.
Aggiungere per ultimi META' dei frutti di bosco (che erano precedente stati a mollo), ben strizzati ed asciutti. Ungere bene lo stampo da ciambella con olio ed infarinare.
Versare l'impasto e livellarlo con un cucchiaio.
Cospargere la superficie con l'altra metà dei frutti di bosco e le mandorle a lamelle.
Cuocere per 40-45 minuti e fare la prova stecchino.

Buona colazione e buona merenda!!!!

martedì 30 settembre 2014

Antipasti vegani & vegetariani

Ennesima "compilation" di idee per il pranzo o la cena....questa volta parliamo di antipastini sfiziosi.....veg (e buoni!).

Insalata russa vegana.
Periodo di reperibilità delle verdure: piselli, se freschi, maggio e giugno...ma vanno bene anche quelli surgelati; carote e patate disponibili tutto l'anno.

  • occorrono piselli, carote e patate in egual quantità (ad occhio...non al peso) da tagliare in piccoli pezzettini (fanno riferimento i piselli per le dimensioni).
  • portare a bollore acqua leggermente salata e bollire per 8-10 minuti, separatamente le verdure. Devono rimanere sode e croccanti, ma non crude! Assaggiate per regolarvi.....ma tenete presente che mentre raffreddano, cuociono ancora un pochino.
  • per la maionese senza uova ho utilizzato la ricetta di Marco Bianchi: 100 ml di latte di soia non zuccherato - 200 ml di olio di semi di girasole o mais - 2 cucchiai di aceto di mele (o succo di limone) - 1/2 cucchiaino di sale - un po' di curcuma --> mettere tutto nel bicchiere del frullatore ad immersione (in altri contenitori, la maionese non viene perchè non monta....) ed iniziare a frullare dal basso e men mano che si addensa, salire. Fatto!
  • lasciare riposare la maionese in frigo per almeno un'ora
  • far raffreddare le verdure a temperatura ambiente e trascorso il tempo necessario, unirle alla maionese fredda e rimettere ancora in frigo a "prendere gusto".
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Melanzane al profumo d'estate.
Periodo di reperibilità delle verdure: melanzane, giugno - ottobre; pomodori, maggio - settembre.
  • Tagliare a rondelle sottili (non più di un cm) le melanzane pelate* e fatele scolare con qualche manciata di sale grosso (io ho atteso 1 ora e mezza).
  • Nel frattempo tagliate i pomodorini (ciliegini o datterini) a dadini e fateli scolare (se riuscite potete togliere i semini in eccesso**), tritate un mazzetto di prezzemolo (nella foto non c'è perchè lo avevo finito...mannaggia!) e pulite due o tre spicchi d'aglio.
  • Dopo aver sciacquato e asciugato le melanzane, potete cuocerle sulla bistecchiera o alla griglia...attenzione a non bruciarle!
  • Disponete uno strato di melanzane, uno di pomodorini e uno spicchio d'aglio. Spolverizzate con il prezzemolo e ripetete finchè non avete terminato le melanzane.
  • Condite con olio e.v.o. e aceto (questo secondo i vs gusti) e lasciate riposare.

...........qui si rende doverosa una digressione sulla "tossicità" delle solanacee, cui melanzane e pomodori appartengono, che contengono la solanina, un alcaloide tossico (irritante per i tessuti degli organi interni) se assunto in grandi quantità. Le piante la producono come insetticida e vermicida (mitica come sempre la natura, eh?) e per l'uomo, la dose tossica equivale a 3 mg per kg di peso corporeo al giorno, mentre la dose mortale a 6 mg per kg di peso corporeo al giorno. Ovviamente, per i bambini le dosi tossiche vanno più che dimezzate!
Le maggiori quantità di solanina si concentrano nella buccia* e nei semi** o nelle parti non commestibili della pianta, ma in ogni caso, per assumere le dosi tossiche di cui sopra dovremmo mangiare circa 10 kg di patate sbucciate in un giorno....vale comunque la regola, per le patate, di gettare via quelle verdi, germogliate, tagliate, ammaccate, grinzose, vecchie.
Per i pomodori, evitare quelli verdi, contengono elevate dosi di solanina che però si riducono con la maturazione! 
Ma vogliamo parlare di quanto le solanacee facciano bene? Di gran lunga di più di quanto possano "fare male"....contengono antiossidanti, vitamina C, licopene, sali minerali, fibre....quindi, vale sempre il buon principio: "variare e non esagerare"!
Per maggiori info sul rapporto controverso con la solanina, leggete questo articolo...........

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Insalata di pere, noci e formaggio in agrodolce.
Periodo di reperibilità della frutta: luglio - ottobre.
  • Tagliate a dadini le pere (io ho usato le Williams), spruzzatele con un pochino di limone per non farle annerire e mettetele a scolare.
  • Tagliate anche a dadini il formaggio caprino che preferite, purchè sia sodo e non pastoso (io ho usato la Capritilla).
  • sgusciate e spezzettate le noci, oppure utilizzate quelle già sgusciate e bio se siete di fretta come me
  • a parte emulsionate olio e.v.o., sale q.b., pepe q.b., senape dolce e miele per fare la salsina agrodolce
  • unite tutti gli ingredienti e lasciate riposare un po' in frigo prima di servire.



lunedì 15 settembre 2014

Torta pesche e amaretti senza latticini

Periodo di reperibilità della frutta: giugno-settembre

Le pesche, dolci ma con poche calorie, sono un frutto molto dissetante e mineralizzante...due fattori preziosi durante le calde giornate estive.....
Facilmente digeribili (azione depurativa che incrementa la funzionalità dei reni e dell’intestino), sono ricche di pectina e contengono Vitamina A, B1, B2, PP e C...(ricordiamoci che il betacarotene (vit. A) è un grande alleato dell'abbronzatura! ^____________________^)

INGREDIENTI
220 gr di farina 0
120 gr di zucchero di canna
80 gr di olio di semi
2 uova medie a temperatura ambiente
un pizzico di sale
3 cucchiai di latte di soia
100 grammi di Amaretti
3 pesche
1 bustina di lievito per dolci
Zucchero a velo





Procedimento:
Tagliare le pesche a pezzetti e tritare grossolanamente gli amaretti ed inzupparli nel latte.
Fondere bene la margarina con lo zucchero, e quando il composto è bello levigato, unire le uova una alla volta.
Aggiungere la farina setacciata con il lievito ed il sale ed amalgamare.
Unire ora i 2/3 delle pesche ed 1/3 degli amaretti, versare nello stampo (24 cm cca) e livellare bene.
Coprire prima con le restanti pesche, poi con i restanti amaretti.

Cuocere in forno a 180° per 40 minuti.
Una volta cotta e fredda,  togliere dallo stampo e cospargere di zucchero a velo

La ricetta originale è qui, ma io l'ho rivisitata in chiave latticini-free!!! ;-)

martedì 2 settembre 2014

Torta ciocco-pere

Periodo di reperibilità della frutta: luglio-marzo

Questa torta è una vera favola!!!! Fantastica, veramente...irresistibile! Una leccornia da gustare a merenda...a colazione...morbida, dolce al punto giusto, delicata...insomma, provate!

Ingredienti:


  • Amaretti  100 g
  • Margarina di qualità o Burrolì 140 g

  • Cioccolato fondente 200 g

  • Farina 200 g

  • Lievito chimico in polvere 1/2 bustina

  • Pere (circa 500 gr)

  • Uova 4

  • Vino bianco moscato moscato 350 ml circa 
  • Zucchero 100 g


  • Procedimento:
    1. Accendere il forno a 180°
    2. Sbucciare e pulire le pere, tagliarle a quarti e lasciarle marinare nel vino bianco per almeno 20 minuti
    3. Tritare il cioccolato fondente e scioglierlo a bagnomaria, aggiungendo 100 gr. di Burrolì o margarina a pezzetti
    4. Quando tutto si è sciolto, far intiepidire.
    5. Sbattere il restante Burrolì o margarina con 3/4 di zucchero e con i tuorli d'uovo, fino ad ottenere una bella crema liscia, alla quale aggiungere il cioccolato fuso. 
    6. Sbriciolare finemente gli amaretti
    7. Unirli al composto ottenuto in precedenza in un recipiente ampio
    8. Unire ora la farina e il lievito setacciati al composto cioccolato-amaretti-uova.
    9. Montare a parte gli albumi a neve ferma e una volta pronti,  incorporare il resto dello zucchero sbattendo per qualche secondo ancora. Unire delicatamente gli albumi montati all'impasto mescolando dal basso verso l'alto, per non smontare l'amalgama.
    10. Dividere l’impasto in due parti e versare la prima metà in una tortiera (o imburrata e infarinata o protetta con carta forno) del diametro di  22-23 cm, quindi coprire il tutto con le pere che a loro volta saranno coperte dal resto della preparazione.
    11. Infornare per almeno 40 minuti.
    12. Una volta fredda, sformare la torta e spolverizzarla con zucchero a velo.

    lunedì 7 luglio 2014

    Sua Maestà Limone

    Agrume dalle innumerevoli proprietà (digestive, vitaminiche, rinfrescanti, dissetanti, purificatrici, diuretiche, disinfettanti, disintossicanti, alcalinizzanti....) il limone è un vero e proprio farmaco naturale.
    Contiene: acido citrico, acido malico, citrati di sodio, calcio e potassio, sali minerali, ferro, fosforo, manganese, rame, vitamine B1, B2 e B3, A, C e PP.

    Del limone si utilizza tutto, ma soprattutto il succo...dal sapore così acido ma per il nostro organismo così alcalinizzante!!!
    Una volta ingerito, infatti, l'acido citrico si ossida a contatto con i succhi gastrici e produce sali che danno origine a carbonati e bicarbonati di calcio e potassio...magia portentosa eh?

    L'assunzione quotidiana di succo di limone, possibilmente puro la mattina, o diluito in mezzo litro d'acqua in mattinata, aiuta a risolvere problemi legati al colesterolo, alla bilirubina, al diabete, alla circolazione sanguigna, al raffreddore, al mal di gola...

    E la vitamina C?
    L'uomo necessita di assumere circa 50 g di vitamina C al giorno, circa quella contenuta in un limone. A che cosa serve? A trattenere il calcio, a dissolvere i grassi, a purificare il sangue, ad assorbire il ferro - utilissimo al sistema immunitario per funzionare correttamente.

    Tutto sull'acidosi metabolica qui